Tagged as: qìgōng

Come gestire il corpo senza esagerare

Patrimonio planetario comune di tutto quello che riguarda l’uso del corpo è la capacità/abilità di saperlo usare, rispettando sia la composizione, sia la geometria, sia le forze, in modo tale da riuscire ad esprimere le sue potenzialità dal minimo al massimo, avendo come principi guida l’efficienza e la funzionalità, in modo tale però da non creare disarmonie che possono essere sia eccessi e sia deficienze, dispersioni e rigidità.

Questo vuol dire un uso che, per natura, è unito all’aspetto emotivo e mentale, nonché all’energia vitale, nel termine Cinese, Qi, nonché all’aspetto che in occidente è detto animico.

L’insieme del fisico, dell’energia sottile, dell’emotivo e del mentale è quella che viene denominata “personalità”, dal termine latino “persona” che vuol dire “maschera”( come confronto, nella terminologia Indiana c’è il termine di kosha traducibile con “guaina”), vale a dire che intorno a qualcosa , l’anima, ci sono dei vestiti, delle guaine, delle maschere, di cui l’anima si riveste: quindi sono strumenti operativi.

Questi strumenti funzionano in un certo modo, hanno caratteristiche e funzioni proprie, ma soprattutto sono ideati al fine di lavorare insieme come quando suona un’orchestra. Quando ci sono squilibri e disarmonie che ne derivano avvengono dei malfunzionamenti, per cause che creano e mantengono dispersione e rigidità. Connaturato a questi strumenti e all’anima vi sono la capacità di cambiare, di trasformare e di trasmutare, vale a dire che è possibile creare e mantenere dei cambiamenti idonei ad essi, in modo tale da riportare prima l’equilibrio e quindi l’armonia tra essi, indirizzando all’unione armonica.

Per fare ciò occorre pratica al fine di conoscere come funzionano, cosa sono , cosa si può fare, supportati anche dalle conoscenze teoriche che si tramandano nei secoli, le quali sostengono che la pratica diretta esperienziale col fondamentale, soprattutto all’inizio, studio teorico sia la vera ed unica chiave per realizzare il nostro percorso in questa vita.

Il supporto sono anche coloro che insegnano e coloro con i quali si pratica insieme, creano quella che si chiama “sinergia” di gruppo, vale a dire l’unione delle energie di più individui che danno una spinta maggiore verso la conoscenza, la raffinazione e la realizzazione del percorso.
Ritornando, dopo questo necessario excursus come premessa, al corpo fisico, l’attenzione viene rivolta e focalizzata sul come posizionare il corpo in piedi:

il movimento cosciente prevede anche l’uso delle forze mentre se ne prende coscienza e consapevolezza;
le forze possiamo direzionarle come vogliamo e in piedi: la testa va verso l’alto, i piedi si radicano, il torace viene posto come un palloncino mezzo pieno e mezzo sgonfiato, il bacino scende e ruota in avanti ( questa descrizione viene fatta in vari modi, da quelli più metaforici, a quelli con altre parole, ma sono modi per indicare le stesse cose che si mettono in pratica).

La testa, il petto ed il ventre si allineano, cioè la colonna vertebrale si allunga e diventa più dritta, non rigidamente ma fluidamente ( questo dipende dalla nostra abilità/capacità di intervenire sullo stato del corpo secondo la triade: irrigidire, rilasciare e rilassare fluidamente);
la testa sale e per riflesso ruota leggermente in avanti/basso
il petto rimane come in uno stato di sospensione tra due estremità
il bacino scende e per riflesso ruota leggermente in avanti/alto.
Questi tre effetti necessitano di pratica fino a che diventano spontanei, naturali.

Il problema nasce quando, soprattutto a livello della testa e del bacino ci sono delle forzature che si protraggono nel tempo, chiudendo in realtà gli snodi vertebrali dei punti di rotazione della colonna vertebrale che i Cinesi indicano col nome di “cancelli”.
Spesso, associato a ciò, il torace viene rilasciato troppo, creando un prolasso, quindi una vera e propria caduta molle.
Le posizioni sono attive e ricettive allo stesso tempo, come il simbolo del Taiji insegna.

Le forze mal direzionate e lo sforzo eccessivo della rotazione e dell’andare in alto e in basso, invece di liberare bloccano, invece di consentire fluidità irrigidiscono, invece di rilassare fluidamente creano ancor più tensioni, creando blocchi fisico-energetici e da lì partono vari squilibri, come ad esempio le ernie discali.

Tra l’altro a livello dei meridiani, questo uso mal fatto delle forze, crea squilibri ai meridiani energetici con le loro corrispondenze ai vari corpi, poiché i messaggi non vengono solo dall’alto ma anche dal basso.

Non è difficile comprendere e vedere tutto questo, tantomeno è difficile sentirlo toccando i vari cancelli e sentendo col tatto il corpo.
Quindi l’invito è quello di seguire indicazioni ma allo stesso tempo non dimenticare il contesto e gli altri principi, evitando il rischio di esagerare sia in eccesso che in difetto.
Qualcosa di corretto, può essere applicato in modo scorretto, quindi sia il principio che la sua applicazione siano corretti, seguendo un po’ il detto del Buddha del retto pensiero, della retta parola e della retta azione.

Quando si pratica se si sente chiaramente e veramente che il corpo si espande come una sfera, il lavoro è corretto, seppur all’inizio è impegnativo e non si vedono risultati, nonché avvengono vari eventi quali non si respira bene, non si riesce a stare nella posizione perché si libera nervosismo e vari ed altri effetti; ricordo che questa pratica stimola il dinamismo equilibrato e fluido, quindi muoviamo qualcosa, per questo si sentono molte cose ed essendo nuove possono spiazzarci: bene questo è l’inizio del lavoro pratico.

In realtà stiamo cominciando a ritornare nella nostra spontanea e naturale condizione, quindi ci rendiamo solo conto di quanto non ci conosciamo, di quanto non ci sappiamo muovere e che sicuramente abbiamo la possibilità di ritornare all’equilibrio visto che prendiamo coscienza e conoscenza diretta, per pratica, che è puramente e semplicemente così.
E se è cominciata una sfida, bene, è solo ed esclusivamente con se stessi e con nessun altro.

Shifu Fabio Rossetti

Che si fa nella pratica del Qi Gong?

Il Qi Gong è, oltre che un’Arte, un metodo che può essere praticato con varie modalità e tecniche, secondo l’uso e il fine della pratica. Questo vuol dire che il Qi Gong è uno strumento adattabile per sua natura a varie esigenze e obiettivi.

E’ un metodo basato sul movimento fluido e rilassato, unito al respirare correttamente e in modo uniforme, ritmico e profondo, con un uso della mente concentrato ed attento, cosicché da questa base si può partire per varie mete: c’è chi pratica per migliorare le proprie condizioni fisiche anche nel caso di patologie, chi per aumentare le proprie prestazioni anche a livello sportivo, chi per acquisire calma emotiva e per affinare e temprare le proprie facoltà mentali, chi per rilassarsi, chi per sentirsi bene con se stesso e gli altri, chi per potenziarsi e crescere a livello fisico, mentale e spirituale, chi per entrare in contatto con la propria energia interna. Questi sono solo alcuni esempi riguardo al motivo che spinge a praticare Qi Gong.

Nella pratica ci sono:

movimenti fatti secondo principi geometrici e di forze, eseguiti da posizioni che vanno dall’essere sdraiati allo stare in piedi;

modalità e tecniche di respirazione secondo precisi principi di funzionalità;

tecniche di visualizzazione, concentrazione ed attenzione abbinate anche alle corrispondenze emozionali dell’individuo.

Questi aspetti pratici sono tramandati ed insegnati con esercizi e tecniche ai quali spesso vengono dati dei nomi specifici, uniti con un sistema teorico di conoscenze che ad oggi sono conosciute generalmente come Medicina Tradizionale Cinese, Arti Marziali e Meditazione.

Nella pratica del Qi Gong ci sono anche le basi dell’auto-massaggio, del modo di camminare, del modo di sedersi ed altro ancora: la sua caratteristica è che nasce innanzitutto per vivere meglio nel quotidiano, quindi ciò che si impara è trasportabile ed applicabile nella vita di tutti i giorni e per tutti gli esseri umani, quindi è universale.

Da tutto ciò sorge l’invito per tutti a provare il Qi Gong ed entrare in questo universo ampio e affascinante!

Seminario di Qi Gong: Xing Shen Zhuang

Seminario di Qi Gong: Xing Shen Zhuang

Festeggiamo insieme San Valentino con un seminario di Qi Gong dedicato alla forma Xing Shen Zhuang. L’Insegnante Fabio Rossetti ci condurrà attraverso i meandri dell’Energia Interna, con esercizi per il controllo psico-fisico. Il seminario è rivolto a tutti i tesserati, come sempre, quindi potrebbe essere un’ottima occasione per venire a conoscere questa fantastica disciplina tradizionale ed il centro di formazione per chi ancora non ha avuto modo di partecipare alle nostre attività.

Il seminario inizierà alle 15:30 ed avrà la durata di 3 ore, durante le quali si lavorerà sull’automassaggio (Tui Na), sugli esercizi di lunga vita per le articolazioni (Yangshen), sulla Meditazione delle Sfere e, soprattutto, sulla forma taoista Xing Shen Zhuang. Vi aspettiamo!

 

Seminario di Qì Gōng

氣功: il Qì Gōng oggi

Nella grande metropoli, in una città caotica e stressante come Roma, proponiamo un seminario di (氣功) Qì Gōng, per permettere a tutti i nostri tesserati di partecipare ad un’esperienza unica, guidata dall’Insegnante Fabio Rossetti. Il 17 gennaio, alle 15:30, potrete apprezzare una delle discipline più antiche della Cina, che vi farà toccare con mano l’energia interna e la sua potenzialità curativa.

Questo sito utilizza i cookie. Proseguendo la navigazione del sito o confermando tramite il tasto "Accetto" ne accetti l'utilizzo. Se vuoi saperne di più: Informazioni

INFORMATIVA SULL'USO DEI COOKIE

Questa informativa sull'utilizzo dei cookie è resa all'utente in attuazione del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali dell'8 maggio 2014 "Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie" e nel rispetto dell'art. 13 del Codice privacy (D.Lgs. n. 196/2003). Questo sito utilizza cookie tecnici, propri e di terze parti, per consentire la corretta navigazione e per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso con l’obiettivo del miglioramento continuo del servizio.. In questa pagina sono riportate informazioni sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati e su come gestirli.


Definizioni

I cookie sono brevi frammenti di testo (lettere e/o numeri) che permettono al server web di memorizzare sul client (il browser) informazioni da riutilizzare nel corso della medesima visita al sito (cookie di sessione) o in seguito, anche a distanza di giorni (cookie persistenti). I cookie vengono memorizzati, in base alle preferenze dell'utente, dal singolo browser sullo specifico dispositivo utilizzato (computer, tablet, smartphone). Tecnologie similari, come, ad esempio, web beacon, GIF trasparenti e tutte le forme di storage locale introdotte con HTML5, sono utilizzabili per raccogliere informazioni sul comportamento dell'utente e sull'utilizzo dei servizi. Nel seguito di questo documento faremo riferimento ai cookie e a tutte le tecnologie similari utilizzando semplicemente il termine "cookie".


Tipologie di cookie

In base alle caratteristiche e all'utilizzo dei cookie possiamo distinguere diverse categorie:


Durata dei cookie

I cookie utilizzati da questo sito terminano la propria validità al termine della sessione o dopo un tempo di inattività dell'utente fissato dal server.


Cookie tecnici di terze parti

Il sito si avvale del servizio Google Analytics che istanzia cookie tecnici di tipo analytics utilizzati per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso. Tali informazioni sono utilizzate ai fini del miglioramento continuo delle funzionalità, dell’organizzazione dei contenuti, del supporto delle diverse piattaforme e browser.


Gestione dei cookie

In generale l'utente può comunque decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser. Di seguito si forniscono i riferimenti alle istruzioni per disabilitare i cookie nei browser più diffusi, rese disponibili dai relativi servizi di supporto:

L'impostazione può essere definita in modo specifico per i diversi siti e applicazioni web. Per disabilitare unicamente i cookie di Google Analytics è possibile procedere come da istruzioni fornite dal servizio di supporto Google:

Chiudi