La vita è movimento, il movimento è vita

La vita è movimento, il movimento è vita (Still, 1828-1917)

postuale

posturaleIl primo segno vitale nello sviluppo di ogni essere umano coincide con l’inizio della funzione circolatoria attiva, intorno al 23° giorno di vita. E solo poco dopo, con un primo abbozzo di attività mio-fibrillare dei muscoli ancora in formazione, emerge il Movimento. Da quel momento in poi, ogni successiva acquisizione di importanti funzioni, che permettono l’adattamento dell’individuo al mondo esterno e, quindi, la sua sopravvivenza oltreché un corretto equilibrio esistenziale, dipendono dalla sua Motricità: “La vita è movimento, il movimento è vita” ( Still, 1828-1917).

Inoltre, l’elemento cardine che promuove e indirizza ogni fase dell’evoluzione psicomotoria da prima della nascita fino alla senilità è la relazione (Piaget, 1896-1980), intesa come dialogo e influenza reciproca tra sé e ambente fisico e sociale. Alla nascita per il neonato la relazione poggia sull’opportunità di soddisfare il bisogno di nutrimento, calore, consolazione attraverso l’accudimento e il legame esclusivo con la madre. Il pianto è lo strumento essenziale che assolve la funzione primaria di richiamo ai compiti genitoriali.

La comparsa successiva del linguaggio e la conquista della stazione eretta preludono alla futura realizzazione come essere sociale adulto. Si è stabilita una gerarchia di livelli funzionali nell’organizzazione del sistema nervoso centrale (Milani Comparetti, 1981), per cui possiamo distinguere quattro livelli di attività: neurovegetativo, sensoriale-motorio, comportamentale e relazionale. Il buon funzionamento di ognuno di essi dipende dall’integrità dei sistemi sottostanti. Il livello relazionale è il più elevato, quindi può essere perturbato dall’alterazione di un qualsiasi livello inferiore.

In accordo con questo presupposto neuroevolutivo, possiamo facilmente considerare e capire quanto possano essere condizionanti in negativo sulla qualità della vita e la salute fisica e psicosociale tutte le alterazioni su base neurofisiologica, biomeccanica e psico-emotiva conseguenti a uno stile di vita frenetico e dis-stressante. Anche un sintomo doloroso come una “banale” lombalgia se trascurato può portare a grave limitazione della libertà personale, patologie degenerative della colonna vertebrale, obesità, ecc.

Dr. Lorenzo Conforti

Riccardo Di Vito - Author

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