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Il 25 Giugno si è concluso l’anno accademico della Scuola di Qi Gong, ove allievi ed allieve hanno superato brillantemente gli esami, conseguendo gli attestati meritati in pieno.

Siamo stati accolti nella struttura de “Il Cerchio”, ove si svolge il corso di Qi Gong e dove avranno luogo gli altri Stage di Qi Gong della nostra Scuola, essendo una struttura accogliente e perfettamente idonea per questo tipo di incontri oltre che per tutte le altre attività.

I corsi continueranno fino al 14 Luglio e riprenderanno il 13 Settembre, per continuare sempre meglio e sempre più numerosi.

Il Gruppo di Allievi ed Allieve presso Il Cerchio è cresciuto sia di numero che di qualità, con presenza costante e motivata, unendo un lavoro serio e preciso ad una cordialità ed una socialità importante.

Come Capo Scuola del Gruppo Tiao Hunyuan Sanbao sono felice nonché soddisfatto del lavoro svolto e dei risultati raggiunti dalla classe Qi Gong, nonché ringrazio tutto lo staff de “Il Cerchio” per la sempre presente e collaborativa presenza, con una professionalità esemplare.

L’anno rinsalda il rapporto con la Famiglia Hek Ki Boen in particolare con Suhu Riccardo Di Vito, sempre in prima linea per far sì che ci siano sempre elevati standard di qualità ed un rispetto delle persone che frequentano con la garanzia delle normative del caso .

Complimenti quindi a tutti e dopo la pausa estiva riprenderemo ancora meglio e con maggiore entusiasmo per l’anno accademico nuovo.

Shifu Fabio Rossetti

L’eccellenza nell’attività motoria dei bambini

La nostra società sportiva è l’eccellenza nell’attività motoria dei bambini, perché ha dimostrato coi fatti il lavoro che si va a svolgere sui bambini, portando le loro capacità a livelli via via superiori. Per questo motivo, proponiamo addirittura 8 ore di attività motoria a settimana da settembre, per permettere a tutte le fasce d’età di avere la propria formazione speciale. Abbiamo, infatti, 3 ore per la classe Panda (3-6 anni), 5 per i Tiger (6-11) e 8 per i Dragon (11-14).

I movimenti che andiamo ad insegnare ai bambini, specialmente nella prima fascia, sono molto importanti per lo sviluppo motorio. Tutti gli esercizi sono basati sul gioco, in modo da poter far esprimere tutti al meglio, senza competizioni negative. Insegniamo ai bambini ad acquisire abitudini di vita sane, perché praticare una piacevole e stimolante attività motoria, che nella nostra struttura è basata sul Kung Fu, è condizione necessaria affinché il bambino si diverta e desideri ripetere l’esperienza.

Promuovere l’attività motoria nei bambini è uno dei capisaldi della nostra società sportiva: lottiamo contro la sedentarietà al fine di prevenire l’obesità infantile ed i rischi connessi di gravi malattie come diabete, ipertensione, infarto, ictus.

La pratica del Kung Fu favorisce nei bambini un corretto sviluppo fisico e anche lo sviluppo di competenze sociali. Il gioco, principale attività del bambino, esprime un bisogno naturale di operare, di cimentarsi, di affrontare difficoltà, di riuscire a compiere determinate imprese.

Il piacere di praticare il Kung Fu come attività motoria sviluppa motivazione e apprendimento: ogni esercizio è adeguato alle capacità che il bambino possiede, favorendo in lui sempre esperienze di successo, ma con una continua sfida per il miglioramento.

Sicuramente quello che i nostri Insegnanti fanno è creare le condizioni per quante più esperienze motorie possibili per i nostri alunni, facendo in modo che queste esperienze non siano isolate o saltuarie ma possano ripetersi favorendo l’acquisizione e il consolidamento di capacità motorie.

Durante la pratica, il bambino deve poter giocare anche muovendosi liberamente: è per questo che utilizziamo anche esercizi che stimolano la creatività dei nostri bambini. Ogni bambino vive un’esperienza di successo durante gli esercizi, affinché durante il gioco imparino a rispettare lo spirito d’iniziativa e di indipendenza.  L’attività motoria è strettamente consigliata per permettere ai bambini di muoversi in modo sano e per farli crescere in modo divertente.

Kung Fu: alta formazione

Ricerche svolte su persone che praticano arti marziali ci portano a sostenere con forza la nostra idea originaria di dare a tutti una formazione di questo tipo, per permettere di vivere meglio e con più capacità. Permetteteci una breve digressione, per capire un dato fondamentale sulla cultura occidentale.

Il corpo da noi viene inteso separato dal concetto di mente sin da Platone, che separa il mondo delle idee (èidos) da quello della materia (caos). Un altro filosofo che ha accentuato questa divisione è Cartesio, che ha distinto tra Res cogitans e Res extensa. La res cogitans è il pensiero, che può produrre le idee. La res extensa è composta invece dal mondo materiale, finito. Questa affermazione dimostra che si può acquisire una certa conoscenza di se stesso senza presupporre necessariamente una conoscenza del corpo. Tuttavia questa affermazione non implica che la natura corporea non possa far parte dell’essenza o anima di una persona.

In realtà, “Io sono il mio corpo”: è in questo superamento della scissione mente-corpo che si collocano le arti marziali, quali tecniche che possono diventare un percorso verso l’integrazione psico-somatica e la conoscenza di sé. La persona, in tutte le arti marziali, non è solo un corpo che compie movimenti e non è solo una mente che pensa o un cuore pieno di emozioni, ma è tutto questo insieme.

Questo vale anche per quasi tutte le discipline sportive nate in occidente, anche se non supportate da una filosofia così esplicita su questo argomento così come lo è la filosofia orientale. L’apprendimento e l’approfondimento delle tecniche non si riduce mai solo ad un puro esercizio fisico, ma coinvolge sempre la “mente” e il “cuore”, contribuendo alla conoscenza di se stessi e del contesto. Si pensi, ad esempio, al fatto che ogni tecnica è intrisa non solo di abilità fisica, ma anche di concentrazione mentale, conoscenza del proprio corpo, nei suoi limiti e nelle sue potenzialità, e la regolazione del proprio stato emotivo.

Il Kung Fu è un’arte marziale che ha primariamente intenti educativi e formativi della persona nella sua interezza. Non a caso si parla di VIA, un’arte, uno stile di vita, che – partendo dall’apprendimento di tecniche di autodifesa – conduce ad una conoscenza profonda e alla crescita di se stessi. La pratica, intesa come Via, è un percorso di accrescimento personale, di miglioramento di se stessi e si attua attraverso un processo di perfezionamento, che coinvolge in maniera integrata corpo-psiche-cultura e porta alla profonda accettazione di se stessi, in altre parole ad “essere”.

La “Via” non è solo un’idea astratta, ma l’orientamento di un sistema di vita e un prodotto sociale storico, permeato dai costumi, dalle religioni, dai valori collettivi. Il processo di perfezionamento in qualunque disciplina è quello della realizzazione globale della personalità in armonia con il mondo umano come pure con la natura. In questo senso, la nozione di Via è comune non solo alle arti marziali tradizionali, ma anche ad altre arti della vita di tutti i giorni. Tutte le arti a un certo livello di profondità si riuniscono in un medesimo ambito spirituale.

Possiamo individuare nella pratica del Kung Fu alcuni fattori protettivi e di crescita:

• favorisce la consapevolezza di sé e l’autostima (fiducia in sé, che non diventa prepotenza sull’altro, ma è un “umile” credere in se stessi)

• sostiene lo sviluppo delle capacità cognitive (quali, ad esempio, la capacità di autovalutarsi correttamente e di porsi obiettivi reali, la memoria, l’attenzione e la flessibilità di pensiero, connesse alla capacità di essere costanti, di sapersi organizzare nell’eseguire un lavoro e nel gestire il proprio spazio-tempo)

• sviluppa le capacità motorie (attraverso il corretto ed equilibrato sviluppo della parte destra e sinistra del corpo, migliora il coordinamento, l’equilibrio, la postura…)

• sostiene lo sviluppo delle capacità emotive (sia attraverso l’allenamento in palestra, sia attraverso confronti non collaborativi ed esami, visti come momenti di crescita che conducono alla capacità di riconoscere i propri stati emotivi e di autoregolarsi, di assumersi responsabilità personali, di esprimere in maniera non disfunzionale le emozioni…)

• sviluppa abilità sociali (apprendimento delle regole, autocontrollo nella relazione con l’altro, sviluppo del rispetto verso se stessi e gli altri).

Relativamente alla motivazione, è emerso che le persone che praticano Kung Fu sono mosse maggiormente da motivazioni centrate su aspetti interiori, rispetto a chi pratica sport di squadra, dove prevale invece l’aspetto del divertimento. Sugli aspetti di personalità, chi pratica Kung Fu ha più alti livelli di coscienziosità rispetto a chi pratica sport di squadra. E’ emerso anche che la scelta di praticare Kung Fu influenza la coscienziosità.

Alcuni risultati scientifici mostrano come ci sia la tendenza del tratto di personalità della coscienziosità a influire sullo sviluppo di una motivazione centrata su aspetti interiori. Infine, la coscienziosità e la scelta di praticare Kung Fu, considerate congiuntamente, influenzano la presenza di una motivazione centrata su aspetti interiori.

La pratica del Kung Fu in soggetti in età evolutiva contribuisce ad incrementare la “Coscienziosità” (capacità di concentrarsi, di mantenere attenzione, di assumersi impegni e mantenerli, di rispettare le regole, di essere organizzato nell’eseguire un lavoro e gestire il proprio tempo-spazio), che è un tratto di personalità che si può supporre in parte già presente in chi si avvicina all’Arte Marziale; influenza la percezione del Kung Fu come attività non solo e non tanto di sfogo o divertimento, ma come attività percepita come un modo per migliorarsi (raggiungere un benessere psico-fisico, aumentare la sicurezza in sé e accrescere la conoscenza di sé).

Maestro Riccardo Di Vito

Lo sport fa bene

Tutti sappiamo come lo sport faccia bene al corpo e alla mente. Ad esempio, lo sport consente di sfogarsi, sia fisicamente sia mentalmente: muovendosi si allentano le tensioni muscolari, che sono spesso conseguenza delle tensioni che si vivono a livello mentale, e si libera la testa dai pensieri di ogni giorno (doveri scolastici, problemi in famiglia, litigi con gli amici, ecc.). Fare un’attività sportiva è anche motivo di soddisfazione: si fanno progressi, si apprendono cose nuove e tutto questo dà una sensazione di competenza, che è molto importante per acquisire sicurezza in sé.

Lo sport permette di comprendere l’importanza del rispetto delle regole e degli altri: ogni disciplina sportiva ha le sue “leggi”, rispettarle vuol dire accettare di condividere con gli altri un certo modo di agire e capire che quelle regole non sono costrizioni, ma sono un modo per entrare meglio in relazione con gli altri. Le regole sono anche quelle che caratterizzano l’andamento della lezione di sport: di solito c’è prima un riscaldamento e poi l’attività, c’è un momento per chiacchierare con i compagni e uno per stare in silenzio e ascoltare, c’è un tempo per muoversi e metterci tutta l’energia in ciò che si sta facendo e un tempo per recuperare fiato, e così via. Imparare a rispettare queste regole allora significa anche rispettare se stessi: così non ci si fa male fisicamente (ad esempio, senza riscaldamento o se non si ascoltano i consigli degli istruttori si rischia di fare movimenti scorretti e dannosi). Senza contare che le regole sono importanti per i bambini, perché li sostengono nella crescita: sono come dei paletti a cui appoggiarsi e su cui fare affidamento per non perdersi.

Fare sport aiuta, inoltre, a socializzare con gli altri, adulti e coetanei, in un contesto diverso da quello che si è soliti frequentare (come la scuola e la famiglia). Lo sport è perciò importante non soltanto per un sano sviluppo fisico, ma anche per quello psicologico (ad esempio è una “valvola di sfogo” delle tensioni e accresce la fiducia in sé) e sociale (permette l’incontro leale con gli altri e insegna il rispetto delle regole). Ha ripercussioni anche sulla capacità cognitiva, perché stimola la concentrazione e l’attenzione. Inoltre con lo sport il bambino impara a conoscere meglio se stesso e i propri limiti e, in modo giocoso, comprende che il miglioramento di sé e delle proprie abilità fisiche può avvenire solamente tramite la costanza dell’impegno: si impara a faticare per raggiungere certi obiettivi e a non mollare tutto subito alla prima difficoltà.

Lo sport ha perciò finalità educative a tutti gli effetti: praticare dello sport, se non è affrontato con l’aspettativa di dover diventare un campione a tutti i costi, aiuta a crescere in modo sano, sia fisicamente sia psicologicamente, consentendo al bambino di entrare sempre meglio in relazione con gli altri e anche con se stesso. Per tutti questi motivi studiare il rapporto dei bambini con lo sport può essere un tema importante all’interno della psicologia dell’educazione. Tuttavia, nella letteratura scientifica sono presenti molti studi relativi allo sport al livello agonistico (su soggetti grandi) oppure studi relativi all’educazione fisica all’interno della scuola. Può essere importante studiare cosa accade anche nelle attività sportive extrascolastiche. Lo psicologia può aiutare molto gli allenatori/istruttori nell’approccio con i bambini, perché la pratica sportiva sia realmente una pratica formativa della persona.

Come gestire il corpo senza esagerare

Patrimonio planetario comune di tutto quello che riguarda l’uso del corpo è la capacità/abilità di saperlo usare, rispettando sia la composizione, sia la geometria, sia le forze, in modo tale da riuscire ad esprimere le sue potenzialità dal minimo al massimo, avendo come principi guida l’efficienza e la funzionalità, in modo tale però da non creare disarmonie che possono essere sia eccessi e sia deficienze, dispersioni e rigidità.

Questo vuol dire un uso che, per natura, è unito all’aspetto emotivo e mentale, nonché all’energia vitale, nel termine Cinese, Qi, nonché all’aspetto che in occidente è detto animico.

L’insieme del fisico, dell’energia sottile, dell’emotivo e del mentale è quella che viene denominata “personalità”, dal termine latino “persona” che vuol dire “maschera”( come confronto, nella terminologia Indiana c’è il termine di kosha traducibile con “guaina”), vale a dire che intorno a qualcosa , l’anima, ci sono dei vestiti, delle guaine, delle maschere, di cui l’anima si riveste: quindi sono strumenti operativi.

Questi strumenti funzionano in un certo modo, hanno caratteristiche e funzioni proprie, ma soprattutto sono ideati al fine di lavorare insieme come quando suona un’orchestra. Quando ci sono squilibri e disarmonie che ne derivano avvengono dei malfunzionamenti, per cause che creano e mantengono dispersione e rigidità. Connaturato a questi strumenti e all’anima vi sono la capacità di cambiare, di trasformare e di trasmutare, vale a dire che è possibile creare e mantenere dei cambiamenti idonei ad essi, in modo tale da riportare prima l’equilibrio e quindi l’armonia tra essi, indirizzando all’unione armonica.

Per fare ciò occorre pratica al fine di conoscere come funzionano, cosa sono , cosa si può fare, supportati anche dalle conoscenze teoriche che si tramandano nei secoli, le quali sostengono che la pratica diretta esperienziale col fondamentale, soprattutto all’inizio, studio teorico sia la vera ed unica chiave per realizzare il nostro percorso in questa vita.

Il supporto sono anche coloro che insegnano e coloro con i quali si pratica insieme, creano quella che si chiama “sinergia” di gruppo, vale a dire l’unione delle energie di più individui che danno una spinta maggiore verso la conoscenza, la raffinazione e la realizzazione del percorso.
Ritornando, dopo questo necessario excursus come premessa, al corpo fisico, l’attenzione viene rivolta e focalizzata sul come posizionare il corpo in piedi:

il movimento cosciente prevede anche l’uso delle forze mentre se ne prende coscienza e consapevolezza;
le forze possiamo direzionarle come vogliamo e in piedi: la testa va verso l’alto, i piedi si radicano, il torace viene posto come un palloncino mezzo pieno e mezzo sgonfiato, il bacino scende e ruota in avanti ( questa descrizione viene fatta in vari modi, da quelli più metaforici, a quelli con altre parole, ma sono modi per indicare le stesse cose che si mettono in pratica).

La testa, il petto ed il ventre si allineano, cioè la colonna vertebrale si allunga e diventa più dritta, non rigidamente ma fluidamente ( questo dipende dalla nostra abilità/capacità di intervenire sullo stato del corpo secondo la triade: irrigidire, rilasciare e rilassare fluidamente);
la testa sale e per riflesso ruota leggermente in avanti/basso
il petto rimane come in uno stato di sospensione tra due estremità
il bacino scende e per riflesso ruota leggermente in avanti/alto.
Questi tre effetti necessitano di pratica fino a che diventano spontanei, naturali.

Il problema nasce quando, soprattutto a livello della testa e del bacino ci sono delle forzature che si protraggono nel tempo, chiudendo in realtà gli snodi vertebrali dei punti di rotazione della colonna vertebrale che i Cinesi indicano col nome di “cancelli”.
Spesso, associato a ciò, il torace viene rilasciato troppo, creando un prolasso, quindi una vera e propria caduta molle.
Le posizioni sono attive e ricettive allo stesso tempo, come il simbolo del Taiji insegna.

Le forze mal direzionate e lo sforzo eccessivo della rotazione e dell’andare in alto e in basso, invece di liberare bloccano, invece di consentire fluidità irrigidiscono, invece di rilassare fluidamente creano ancor più tensioni, creando blocchi fisico-energetici e da lì partono vari squilibri, come ad esempio le ernie discali.

Tra l’altro a livello dei meridiani, questo uso mal fatto delle forze, crea squilibri ai meridiani energetici con le loro corrispondenze ai vari corpi, poiché i messaggi non vengono solo dall’alto ma anche dal basso.

Non è difficile comprendere e vedere tutto questo, tantomeno è difficile sentirlo toccando i vari cancelli e sentendo col tatto il corpo.
Quindi l’invito è quello di seguire indicazioni ma allo stesso tempo non dimenticare il contesto e gli altri principi, evitando il rischio di esagerare sia in eccesso che in difetto.
Qualcosa di corretto, può essere applicato in modo scorretto, quindi sia il principio che la sua applicazione siano corretti, seguendo un po’ il detto del Buddha del retto pensiero, della retta parola e della retta azione.

Quando si pratica se si sente chiaramente e veramente che il corpo si espande come una sfera, il lavoro è corretto, seppur all’inizio è impegnativo e non si vedono risultati, nonché avvengono vari eventi quali non si respira bene, non si riesce a stare nella posizione perché si libera nervosismo e vari ed altri effetti; ricordo che questa pratica stimola il dinamismo equilibrato e fluido, quindi muoviamo qualcosa, per questo si sentono molte cose ed essendo nuove possono spiazzarci: bene questo è l’inizio del lavoro pratico.

In realtà stiamo cominciando a ritornare nella nostra spontanea e naturale condizione, quindi ci rendiamo solo conto di quanto non ci conosciamo, di quanto non ci sappiamo muovere e che sicuramente abbiamo la possibilità di ritornare all’equilibrio visto che prendiamo coscienza e conoscenza diretta, per pratica, che è puramente e semplicemente così.
E se è cominciata una sfida, bene, è solo ed esclusivamente con se stessi e con nessun altro.

Shifu Fabio Rossetti

Sconfiggere la cellulite

Per sconfiggere la cellulite, cosa si può fare?

Praticare le discipline che promuoviamo è molto utile per eliminare la ‘buccia d’arancia’, perché tutte favoriscono il microcircolo, aiutano a smaltire le tossine e a drenare i liquidi.

Anche se non tutte lo sanno, il Wing Chun, per esempio, è un ottimo alleato contro la cellulite. Ha il privilegio di coinvolgere il nostro corpo a 360°, attivando un processo di tonificazione completo e duraturo. Chi lo pratica con costanza vede il proprio corpo trasformarsi poco a poco in una silhouette più flessuosa, scolpita e armonica. Ma non solo con il Wing Chun!

Chi soffre di cellulite può ottenere grandi benefici da un allenamento regolare. Le posizioni del Qi Gong, per esempio, così come della Posturale, stimolano il microcircolo, favorendo l’irrorazione dei vasi sanguigni. Che significa questo? Che le tossine verranno espulse con maggior facilità e il corpo drenerà i liquidi.

La ritenzione idrica si manifesta con il classico aspetto ‘a buccia d’arancia’ proprio in chi non ha un buon microcircolo. Ecco che la pratica delle nostre discipline rende in modo più efficace il corpo tonico: gli inestetismi, di conseguenza, si faranno sempre meno evidenti e piano piano anche le cellule adipose cominceranno a sfaldarsi.

Questo perché il tutte le discipline che proponiamo lavorano su tutta la muscolatura, tonificando i tessuti in profondità. La cellulite sull’addome sarà la prima a ridursi, perché si tratta di una delle zone più sollecitate dalle nostre attività. A ruota, seguiranno glutei, cosce, schiena e braccia.

Dopo una lezione di Ginnastica Posturale o Qi Gong le calorie bruciate non saranno tantissime, ma avrete ‘stimolato’ l’attività del metabolismo basale e quindi, contribuito ad accelerare la pratica di smaltimento di adipe e tossine. Infatti, anche se alcune attività sono considerate “una ginnastica dolce”, questo non significa che sia ‘soft’: richiedono resistenza, controllo della respirazione, concentrazione ed equilibrio.

Per contrastare la cellulite, l’ideale è praticare almeno due volte a settimana, magari in abbinamento a una camminata di 30 minuti al giorno e qualche lezione alla settimana di H24Fit per la fase aerobica. L’accoppiata dei due diversi approcci è estremamente efficace per attaccare la cellulite su tutti i fronti, migliorando sensibilmente anche le situazioni più critiche.

Le Arti Interne

Spesso e volentieri riceviamo richieste di informazioni da parte degli “addetti ai lavori” in merito a costi, orari e discendenze familiari delle Arti Interne che vengono insegnate nel nostro Centro di Formazione. Alcune volte, invece, neofiti, a digiuno di qualsiasi informazioni su cosa siano, ci chiedono a cosa servano queste Arti. Vediamo un punto importante che è condiviso da Qi Gong, Taiji e Wing Chun, che vengono insegnate qui, parliamo dello stretching.

Il lavoro interno, inteso in senso puramente fisico, è il pilastro fondamentale della pratica delle Arti Marziali Tradizionali Cinesi, così come delle Arti della Lunga Vita. Si eseguono esercizi sulla struttura interna e profonda del corpo, affinché questo cambi e sviluppi forza elastica esplosiva. Alcuni la chiamano Power Stretching, che non è altro se non il fulcro del Qi Gong, presente in tutte le discipline Tradizionali. In alcune Scuole, come la nostra, si implementa il lavoro di allungamento con il Yi Jin Jing, il “cambiamento dai muscoli ai tendini”, una serie di esercizi tradizionali per l’utilizzo sempre più efficiente di tendini, fasce e legamenti.

Il lavoro che viene fatto nelle classi di Arti Interne serve per sviluppare l’energia attraverso allungamenti e contrazioni muscolari. I movimenti non sono mai lineari, perché si lavora in modo dinamico, attivo, dove si seguono da due a sei direzioni. Le contrazioni muscolari sono eccentriche, con incremento del lavoro muscolare e la forza si sviluppa in espansione centrale e si propaga in sei direzioni. Il praticante diventa, quindi, più potente ed esplosivo, riuscendo a sviluppare tutte le qualità contrattili e cinestetiche. Attraverso vibrazioni muscolari e variazioni toniche accumula una notevole forza di spinta, dovuta alla maggior stabilità della struttura, un buon appoggio al terreno ed una distribuzione equilibrata di forze.

La contrapposizione di forze di trazione permette al corpo di lavorare in allungamento profondo (propriocettività), inibendo le contrazioni massimali e sollecitando (eccitando) l’allungamento globale dei muscoli. Si hanno, in sostanza, tre tipi di lavoro, statico, dinamico e a spirale. Si innalza, così, il livello psico-fisico dei praticanti, che aumentano l’efficienza fisica e funzionale. Attraverso questo lavoro minuzioso interno si affinano le capacità percettive e neuromotorie, che aiutano equilibrio, postura e coordinazione.

Lo stretching delle Arti Interne rende i praticanti forti, veloci, flessibili e permette lo sviluppo di particolari capacità mentali e corporee, allenando strutture nervose, muscolari e funzionali in modo molto intelligente. Attraverso un lavoro intenso e continuo si padroneggia la forza esplosiva, oltre ad andare ad incidere positivamente sui livelli neurologici funzionali, corticale, tronco-encefalico e spinale. Si lavora in modo isometrico ed isotonico di tipo propriocettivo, andando a coinvolgere il sistema neuromotorio capso-legamentoso, articolare-scheletrico e muscolare, senza lasciare nulla al caso.

La muscolatura sottoposta alla sollecitazione maggiore è quella profonda, che diventa più resistente, potente, flessibile, stabile, mentre quella esterna acquisisce forza elastica e più velocità. Per tutti questi motivi la pratica delle Arti Interne è molto più che consigliata a tutte le fasce d’età, uomini o donne, perché vanno ad agire in profondità, preparando i praticanti a tutto tondo. Vi aspettiamo per entrare in contatto con una realtà unica.

Come porsi verso il Qi Gong

Il praticare Qi Gong significa realmente praticarlo, non accontentandosi di farlo rientrare nel proprio archivio personale di teorie oppure praticare in modo insufficiente. Chi pratica desidera vivere ciò che fa, spinto dai propri motivi e ragioni personali, per questo si impegna in modo tale da rendere il Gi Qong un vero piacere.

Come istruttore posso dire che ogni classe e gruppo, formato da persone motivate e che desiderano praticare realmente, cresce in modo rapido e compatto, facendo un percorso personale e allo stesso tempo collettivo che rende il Qi Gong:

una porta verso lo stare bene da soli e con gli altri,

una porta verso un modo di vivere e pensare differente,

una porta ove si entra a contatto con aspetti belli e tradizionali i quali tendono ad integrare ed espandere le proprie conoscenze personali,

una porta nella quale si coglie l’opportunità di migliorarsi come essere umano, insieme alle abilità acquisite e risvegliate che nella Medicina Tradizionale Cinese sono chiamati i Tre Poteri:

un insieme di qualità, abilità, capacità, collegate nella pratica e spiegate in maniera precisa, grazie alla tradizione che si è conservata e divulgata nel corso dei secoli.

Porsi quindi in un modo curioso, aperto e desideroso di scoperta: questo consente di fare e quindi imparare a fare e poi a saper fare. Il Qi Gong va preso seriamente come gioco e giocosamente come serio, in modo tale da porsi rilassati, divertiti e concentrati allo stesso tempo: questo è il modo equilibrato ed armonico per praticare.

Qui a “Il Cerchio” vedersi in un doppio appuntamento serve proprio per insegnare e praticare in modo diverso, per essere in contatto, per far si che ci sia un’intensità giusta e piacevole, per unire benessere, salute, rilassamento e rendere quel tempo unico e dedicato interamente a se stessi.

La struttura è accogliente, ampia e gestita ed organizzata in modo tale da rendere piacevole ogni attività, rendendola il Centro Specializzato nel Qi Gong a Roma, basato su qualità e comodità.

Corso di Difesa Personale d’Estate

Corso di Difesa Personale d’Estate

A Roma, d’estate, sono molte le persone che vorrebbero continuare a praticare le proprie discipline marziali, ma pochissimi sono i corsi estivi. In questo Centro di Formazione, invece, non solo continuano regolarmente le classi di HKB Wing Chun, ma abbiamo deciso di dedicare a tutti gli interessati un Corso di Difesa Personale d’Estate!

Il Corso di Difesa Personale d’Estate nasce con l’intento di dare a tutti la possibilità di imparare le basi dell’autodifesa, in un momento molto difficile per il nostro Paese, dove sono all’ordine del giorno aggressioni e colluttazioni. La prima cosa che insegniamo, ovviamente, è correre via, velocemente, quando è possibile.

Nel caso di scontro, però, attraverso questo Corsi di Difesa Personale sarete in grado di non essere delle prede, di non diventare un bersaglio facile da colpire, perché l’Arte Marziale su cui si basa questa attività è tra le più rinomate al mondo proprio come base dell’Autodifesa, il Wing Chun Black Flag. Non insegniamo infinite sequenze tecniche, ma la gestione della paura e del corretto funzionamento del corpo durante una situazione di pericolo.

Prenotate le vostre due settimane di lezioni, vedrete che non potrete più fare a meno! 0664763685 – 3283421682 – info@ssdilcerchio.it

Più pratica di Gruppo nel Qi Gong!

Il corso di Qi Gong è stato strutturato con un doppio appuntamento settimanale: ciò poiché il Gruppo Tiao Hunyuan Sanbao, nella figura dell’Istruttore Fabio Rossetti, condivide l’aspetto di fornire una pratica di eccellenza ed un’ampia possibilità di pratica: ciò è in linea perfetta con la nostra SSD Il Cerchio a r.l., che è il Centro di assoluta prima qualità ed eccellenza a Roma, ospitante attività di alto livello, con alti standard di sicurezza e di certificazioni normative.

Di norma il Qi Gong viene insegnato una volta a settimana, sottolineando la pratica individuale per il benessere sviluppando volontà e dedizione. Noi crediamo che per le condizioni di vita nella nostra società e per la strutturazione occidentale dell’individuo, sia importante lavorare in un luogo comune, ove, oltre che praticare ed imparare il Qi Gong, si sviluppi un aspetto di socialità importante, in modo tale da fornire, insieme ad un serio lavoro, la possibilità di relazionarsi, di confrontarsi e di praticare insieme. Questo è un ulteriore aspetto verso la direzione del benessere e del rilassamento, aspetti ricercati nella società moderna che sono diventati delle esigenze vere e proprie.

Un senso di appartenenza ad una classe di pratica migliora l’ambiente, la pratica stessa e rende i membri della classe più motivati e determinati. Inoltre, un maggiore contatto con l’istruttore consente di poter essere corretti, di poter imparare più velocemente e aumentare le caratteristiche di armonia, potenziamento e meditazione proprie del Qi Gong.

Si può scoprire una passione, una Via, un’Arte ed intraprendere anche una formazione per diventare Istruttori. Si impara a respirare, a muoversi e a concentrarsi, ad eseguire bene le tecniche di meditazione e saper eseguire bene le visualizzazioni.

Altra motivazione è il programma didattico, perché è strutturato in modo tale da fornire esercizi e tecniche che diventeranno parte integrante delle conoscenze del praticante, il quale potrà praticarle sempre, in ogni luogo e adattandole alle proprie esigenze; è composto di tecniche semplici e di tecniche più complesse: quest’ultime hanno bisogno di una pratica costante e di più tempo per essere ben apprese.

Il Qi Gong così può essere portato nel quotidiano e ogni praticante può diventare, dopo un’adeguata preparazione, autonomo nella pratica.

Si colga questa occasione a Roma, nella nostra SSD il Cerchio, a partire dal mese di Settembre 2015!

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