Blog - S.S.D. Il Cerchio a r.l.

Brazilian Jiu Jitsu a Roma (Romanina)

Brazilian Jiu Jitsu

Il Brazilian Jiu Jitsu a Roma (Romanina) finalmente è una realtà!

Abbiamo impiegato quasi un anno per poterlo inserire nel nostro percorso formativo, ma finalmente ce la abbiamo fatta! Il Brazilian Jiu Jitsu a Roma (Romanina) è una realtà! Abbiamo avviato il primo gruppo di studio del quartiere, durante la pausa pranzo, dalle 14:30 alle 16:00, il lunedì ed il mercoledì, in attesa di potenziarne orari e giorni.

Un’Arte Marziale divertente, educativa e formativa, che ci permette di andare nel profondo del nostro ego e lavorare per la rimozione della forza bruta, in favore della morbidezza e della lucidità mentale, della tecnica e del movimento “femminile”, senza mai dimenticare la difesa personale.

Non perdere l’occasione per iniziare questa attività con il primo gruppo di studio di Brazilian Jiu Jitsu a Roma (Romanina)!

La Casa del Wing Chun a Roma: HKB!

wing chun roma

Un grande ringraziamento a tutti gli Amici, Allievi, Parenti e semplici Conoscenti e Passanti, che ieri hanno avuto il piacere di festeggiare con noi il primo anno della S.S.D. IL CERCHIO, la Casa del Wing Chun a Roma: HKB! 

In un contesto di amicizia e fratellanza, come tutti i nostri eventi, ognuno ha portato qualcosa da condividere con gli altri, nello spirito comunitario che contraddistingue la nostra società sportiva.

Siamo davvero lieti di aver incontrato più di cento persone nell’arco delle tre ore di festeggiamenti, con bambini, adulti, persone del quartiere, tutti uniti dalla comune amicizia nei nostri confronti.

Vi ringraziamo tutti e vi promettiamo di rimanere così come piace a Noi e a Voi!

Viva la Casa del Wing Chun a Roma!!!

Viva la S.S.D. IL CERCHIO A R.L.!!!

Primo Anniversario de ‘Il Cerchio’

wing chun

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Nelle foto precedenti potete vedere cosa c’era prima del nostro arrivo…in pochissimi mesi abbiamo trasformato quello che era un cantiere per la produzione di policarbonato in una grandissima Scuola di Arti Marziali e Discipline Olistiche, con impegno, dedizione ed un ingente investimento economico personale.

Martedì 17 novembre 2015 festeggeremo il primo anno insieme. Tanta acqua è passata sotto i ponti e tantissime sono le persone da ringraziare. Per questo motivo abbiamo deciso di passare assieme tre ore, dalle 16:30 alle 19:30, per poter condividere tutti insieme gioie, sacrifici, momenti belli e brutti, ricordi e racconti di questo magnifico anno.

Ricordo ancora quando abbiamo iniziato il grandissimo progetto, nel luglio del 2014. Tutto di fretta, mossi da Entusiasmo, Partecipazione e Amore, insieme a pochissimi pionieri di questo cammino di realizzazione personale quando comunitario. I pionieri si contato sulla punta delle dita di una mano.

Oggi abbiamo una Scuola di Arti Marziali e Discipline Olistiche di primo ordine, faro dell’Ente di Promozione Sportiva C.S.A.In. – eps riconosciuto dal C.O.N.I. -, motore dello sport targato Confindustria, Centro di Formazione Nazionale dell’Hek Ki Boen Eng Chun Pai, Bukoan più grande del mondo in termini di numero di praticanti del Black Flag Wing Chun, insomma: l’eccellenza!

Festeggiamo tutti insieme questo grande primo anno, che ci porterà sempre più attività, sempre più condivisione di conoscenza e di spirito comunitario.

GRAZIE A TUTTI, a nome di tutto lo Staff,

Riccardo Di Vito

Traduzioni Italiano-Cinese e Cinese-Italiano

Traduzioni Italiano-Cinese e Cinese-Italiano

Traduzioni Italiano-Cinese e Cinese-Italiano

Un ponte tra Occidente e Oriente

Traduzioni Italiano-Cinese e Cinese-ItalianoLa scuola si pone come collegamento tra due mentalità e culture, un vero e proprio ponte. Per questo mette a disposizione un servizio di mediazione linguistica e culturale. Secondo la richiesta, si traducono e redigono testi da e verso cinese e italiano (e-mail, documenti e articoli per riviste di arti marziali e cultura cinese generale).

Si offre, inoltre, il servizio di interpretariato in occasione di incontri di arti marziali, eventi culturali riguardanti l’oriente, trattative commerciali e finanziarie.

Le tariffe delle traduzioni sono calcolate a cartella (1500 caratteri, inclusi gli spazi) secondo la combinazione linguistica, l’urgenza di consegna e il grado di difficoltà. Il servizio di interpretariato, invece, viene stimato a giornata (7 ore lavorative, sempre considerando i tempi di comunicazione e di urgenza del servizio). Il preventivo è gratuito, ovviamente.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare il 3283421682 oppure scrivere al seguente indirizzo e-mail: info@ssdilcerchio.it.

Perché mio figlio dovrebbe studiare le Arti Marziali?

Kung Fu Bambini

Kung Fu BambiniKung Fu BambiniKung Fu Bambini

Perché mio figlio dovrebbe studiare le Arti Marziali? Questa domanda è ricorrente e viene posta spesso durante le consulenze. Eppure molte volte i genitori preferiscono parcheggiare i figli davanti alle televisioni o ai videogiochi, pur di seguire le faccende domestiche, invece di dare loro l’opportunità di crescere sotto il profilo psico-fisico, in un clima davvero molto divertente e familiare.

Kung Fu BambiniKung Fu Bambini

Purtroppo i bambini di 5 o 6 anni dimostrano problematiche di tipo educativo; vi è mai capitato di sentirvi nella condizione di ‘essere comandati’ da loro? Oppure a 10/11 anni, sentirli utilizzare un linguaggio tale da far arrossire un camionista? Ci si accorge che ci dev’essere qualcosa di sbagliato in quei programmi televisivi troppo tardi… Dagli sport più popolari ai cartoni animati, i messaggi che i nostri figli recepiscono non sono mai particolarmente educativi.

Il rispetto e la disciplina sembrano, ormai, parole vuole, antiche, a tratti antipatiche, sostituite da una cultura di massa che tenta di far passare il messaggio della libertà personale, svuotata dai contenuti più importanti: il rispetto degli altri, il rispetto della disciplina, il rispetto delle regole per una convivenza civile.  Perché, quindi, un bambino ‘dovrebbe’ praticare Kung Fu nella nostra Scuola?

In molti cartoni animati si possono vedere scontri all’ultimo sangue, movimenti letali, morte degli avversari e quanto altro. Ecco, il corso di Kung Fu per Bambini è tutto tranne questo. Non utilizziamo mai la violenza come metodo di insegnamento e, soprattutto, non trasmettiamo mai il concetto della violenza contro una persona come cosa positiva. Va sottolineato, in un clima come quello attuale, dove si vedono classi di Kung Fu per Bambini in cui i piccoli sono invitati allo scontro fisico tra di loro.

L’addestramento che portiamo avanti è fondato sulla non-violenza e racchiude una grande base di insegnamenti morali ed etici. La bellezza dell’apprendere questa Arte Marziale consiste nel fatto che non si imparano solo le tecniche ed i movimenti, ma si lavora soprattutto sull’aspetto mentale ed emotivo. Non c’è la tipica spietata competitività per cui chi non arriva alla vittoria è un perdente o per cui si deve vincere a qualunque costo.

Quello che trasmettiamo sono delle vere e proprie lezioni di vita, aiutandolo ad acquisire abilità che lo aiuteranno per sempre, gettando le fondamenta per una vita felice, equilibrata e completa. Il corso di Kung Fu per Bambini rende tuo figlio più sicuro di sé, migliorando la sua autostima e l’autodisciplina, il rispetto e la concentrazione.

Le Arti Marziali insegneranno a tuo figlio a prendersi cura degli altri, a giocare in squadra e a lavorare per raggiungere un obiettivo comune. Imparerà a prendere decisioni, la responsabilità verso se stesso e verso gli altri: imparerà ad essere un leader, prima di tutto di se stesso, poi degli altri.

Il Corso di Kung Fu per Bambini è particolarmente indicato per bambini con particolari disturbi (iperattività, deficit dell’attenzione, epilessia, dislessia, afasia). I nostri Insegnanti sono specializzati nei corsi per bambini e ragazzi e adottano una metodologia di allenamento orientata al gioco, ma senza perdere di vista i punti fondamentali delle Arti Marziali.

La vita è movimento, il movimento è vita (seconda parte)

posturale

posturaleComunemente con il termine mal di schiena (back pain per gli anglosassoni) si fa riferimento alle sindromi dolorose benigne ad eziologia meccanica in cui siano coinvolti uno o più tratti della colonna vertebrale e le rispettive regioni adiacenti. Il sintomo dolore è da imputare nell’85% dei casi a fattori causali non specifici, cui sono associati anche particolari fattori di rischio aspecifici, ossia non è possibile definire un quadro diagnostico preciso su cosa abbia provocato il mal di schiena (Deyo, Weinstein, 2001). Questo dato interessante è dovuto alla constatazione che la presenza di dolore spesso non corrisponde a una documentata alterazione del rachide, tanto che il rilievo da RM (Risonanza Magnetica) di una protrusione del disco intervertebrale, di una compressione radicolare dei nervi spinali, ecc. pur essendo associato alla lombalgia non è ritenuto suggestivo della sua origine (Endean, 2011). D’altra parte è possibile invece riscontrare spesso la presenza di anomalie in soggetti totalmente asintomatici. Diversi studi riportano, infatti, un’incidenza notevole relativa a discopatia e stenosi presenti in individui che non riportano alcun tipo di mal di schiena (93% di degenerazione del disco intervertebrale in soggetti oltre i 60 anni di età, il 54% di protrusioni in individui di età inferiore).
Quando sia possibile escludere ogni altra eziologia di tipo infiammatoria, neoplastica, infettiva o genetica e i disturbi di tipo strutturale a carico delle vertebre o dei loro annessi (discopatie, stenosi del canale vertebrale, spondilolisi, fratture, gravi dimorfismi, ecc), queste sindromi tipicamente aspecifiche rientrano nella categoria delle cosiddette lombalgie comuni o idiopatiche (70% di incidenza nelle popolazioni industrializzate).
Tutte le linee guida basate sull’evidenza, stabiliscono la necessità di informare ed educare come primo fondamentale presidio non solo a scopo preventivo, ma soprattutto a sostegno di una cura efficace durante tutte le fasi in cui la malattia si manifesta: acuta, subacuta, cronica (Ladeira, 2011). Il miglior approccio terapeutico è conservativo e multidisciplinare (van Middelkoop, 2011) mentre solo raramente è indicata la soluzione chirurgica.
Contrariamente a quanto spesso viene prescritto, non è sempre corretto consigliare attività come il Walking su strada o su tapis roulant (Hendrick, 2010) a sostegno di un piano terapeutico che prevede comunque un inquadramento di tipo riabilitativo e non una semplice “ginnastica”.

Il trattamento antidolorifico della lombalgia cronica aspecifica con i cosiddetti FANS (ossia farmaci antinfiammatori non steroidei) od oppioidi oltre ad avere un effetto antalgico solo a breve termine, spesso provoca la riesacerbazione dei sintomi ogni volta che ne venga interrotta l’assunzione (Kuijpers, 2011). Come pure non è chiarita l’opportunità del ricorso a terapia fisica strumentale come Laserterapia, Ipertermia, ecc (Sahin, 2011) anche perché, qualora efficace, l’effetto antalgico è relativamente di breve durata. Infine il ricorso all’Osteopatia e alle tecniche manipolative della colonna vertebrale possono dare risultati positivi, ma sempre limitatamente alla durata del trattamento, poiché l’efficacia perdura al massimo tre mesi una volta terminate le sedute (Licciardone, 2005, Orrock e Myers, 2013). Altre terapie complementari come agopuntura e naturopatia si sono invece dimostrate essenzialmente inefficaci (Furlan, Rubinstein, 2010).

E’ dimostrato che la Lombalgia non provoca solo dolore e ridotta capacità di movimento, ma anche una severa instabilità posturale, probabilmente dovuta all’effetto inibitorio del dolore acuto e al decremento degli imput propriocettivi per adattamenti neurologici a lungo termine che interessano le strutture del rachide e la muscolatura dorsale (Ruhe, 2011).

La pratica della Back School, riconosciuta e diffusa in varie forme pure nell’ambito del sistema sanitario nazionale italiano si è dimostrata lo strumento più efficace (Morone, 2011) nel migliorare la qualità della vita contrastando i sintomi della lombalgia e nel ridurre l’esposizione a fattori di rischio individuati dalla letteratura più recente come aspecifici, quali: incorrere in posture o pattern motori scorretti, stress psicoemotivo, forma fisica scadente, obesità. Anche fattori psicologici, quindi, possono significativamente influenzare lo stato di disabilità di chi soffre di mal di schiena acuto o subacuto (Nicholas, 2011). Nelle acuzie più severe, quando il dolore non consente di partecipare attivamente ad un programma rieducativo di Back School, si può ricorrere con successo (nell’80% dei casi) all’elettroterapia antalgica tipo TENS, fino quando la diminuzione dei sintomi permetta al soggetto di rientrare nel programma (Brill e Whiffen, 1985).

Occorre tener presente che le discipline che utilizzano esercizi tipo Pilates non possono ritenersi un valido aiuto per ridurre dolore e disabilità in chi soffre di mal di schiena (Lin, 2010, Wells, 2013).
Al contrario la pratica dello Yoga, opportunamente adattata, si è dimostrata di utile supporto per ridurre il deficit funzionale e il grado di disabilità (Holtzman e Bells, 2013).

La rieducazione posturale, in abbinamento a opportune tecniche kinesiterapiche, sono un utile presidio preventivo anche per bambini e adolescenti (Calvo-Munoz et al., 2012), mentre occorre senz’altro ricorrere a un trattamento riabilitativo specifico, che prevede elettivamente terapia manuale e kinesiterapia, in caso che il soggetto giovane abbia già contratto precocemente il mal di schiena (Calvo-Munoz 2013).

La prima Back School nasce in Svezia (Zachrisson-Fossel, 1969) e da allora il suo enorme successo terapeutico ne ha favorito la rapida diffusione in tutto il resto d’Europa, negli Stati Uniti e in Australia. Per la prima volta nella storia della Medicina il Paziente diviene partecipe e attivamente responsabile dello svolgersi della cura, ciò che è auspicato dalle dichiarazioni dellOMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): “La promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla
” (Carta di Ottawa, 1986).

Dr. L. Conforti

La vita è movimento, il movimento è vita (Still, 1828-1917)

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posturaleIl primo segno vitale nello sviluppo di ogni essere umano coincide con l’inizio della funzione circolatoria attiva, intorno al 23° giorno di vita. E solo poco dopo, con un primo abbozzo di attività mio-fibrillare dei muscoli ancora in formazione, emerge il Movimento. Da quel momento in poi, ogni successiva acquisizione di importanti funzioni, che permettono l’adattamento dell’individuo al mondo esterno e, quindi, la sua sopravvivenza oltreché un corretto equilibrio esistenziale, dipendono dalla sua Motricità: “La vita è movimento, il movimento è vita” ( Still, 1828-1917).

Inoltre, l’elemento cardine che promuove e indirizza ogni fase dell’evoluzione psicomotoria da prima della nascita fino alla senilità è la relazione (Piaget, 1896-1980), intesa come dialogo e influenza reciproca tra sé e ambente fisico e sociale. Alla nascita per il neonato la relazione poggia sull’opportunità di soddisfare il bisogno di nutrimento, calore, consolazione attraverso l’accudimento e il legame esclusivo con la madre. Il pianto è lo strumento essenziale che assolve la funzione primaria di richiamo ai compiti genitoriali.

La comparsa successiva del linguaggio e la conquista della stazione eretta preludono alla futura realizzazione come essere sociale adulto. Si è stabilita una gerarchia di livelli funzionali nell’organizzazione del sistema nervoso centrale (Milani Comparetti, 1981), per cui possiamo distinguere quattro livelli di attività: neurovegetativo, sensoriale-motorio, comportamentale e relazionale. Il buon funzionamento di ognuno di essi dipende dall’integrità dei sistemi sottostanti. Il livello relazionale è il più elevato, quindi può essere perturbato dall’alterazione di un qualsiasi livello inferiore.

In accordo con questo presupposto neuroevolutivo, possiamo facilmente considerare e capire quanto possano essere condizionanti in negativo sulla qualità della vita e la salute fisica e psicosociale tutte le alterazioni su base neurofisiologica, biomeccanica e psico-emotiva conseguenti a uno stile di vita frenetico e dis-stressante. Anche un sintomo doloroso come una “banale” lombalgia se trascurato può portare a grave limitazione della libertà personale, patologie degenerative della colonna vertebrale, obesità, ecc.

Dr. Lorenzo Conforti

Il Qi Gong è Uno e si manifesta col Tre

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qi gongIl Qi Gong è una delle Arti di provenienza Cinese che contempla una corposa gamma di principi, tecniche, forme, esercizi, conoscenze, le quali hanno in comune un lavoro di armonizzazione, potenziamento e risveglio. Questo lavoro viene focalizzato in tre modalità che:

hanno in comune la teoria energetica e la sua conoscenza , il lavoro di armonizzazione, potenziamento e risveglio, i principi di pratica poiché il centro è l´uomo nel suo essere e nel suo divenire, il quale è posto ad unire il Cielo e la Terra;

non hanno tra loro confini netti ma alcune differenze funzionali che determinano esercizi appropriati per quelle funzionalità da realizzare;

ogni modalità ha in sé le altre due e nessuna è migliore dell´altra, poiché sono tre vie che possono essere scelte a seconda delle esigenze, della volontà e degli obiettivi di chi le intraprende;

le modalità possono essere seguite in via esclusiva fino anche a seguirle tutte e tre insieme, quindi non ci sono limiti, ma scelte personali.

Queste modalità sono note come:

Medico e di Mantenimento, oppure detto anche di Guarigione, avente come obbiettivo primario la salute intesa come equilibrio delle forze e delle energie del corpo fisico , delle emozioni e dei pensieri in modo tale da: non soffrire di patologie, di potersi curare anche in combinazioni con altri metodi, di avere gli strumenti per poter affrontare stati patologici di qualunque tipo, gravità e natura, di poter vivere bene nel quotidiano e godere dei benefici di uno stato complessivo di armonia, di poter guarire e imparare tutta una serie di abilità e funzionalità spendibili nel quotidiano per ottenere una qualità di Vita elevata;

Marziale o Guerriero, noto con il nome generico di Arti Marziali, avente come obbiettivo primario l´acquisizione dello Stato Guerriero, la capacità di relazionarsi e quindi scoprire il senso profondo della Vita e del percorso dell´essere umano, lo sviluppo relazionale a livello Sociale con gli altri, il proteggere e favorire la Vita, comprendere la Morte e i suoi significati, oltre a quegli aspetti di abilità tecnica e tattica specifici e peculiari del combattimento inteso a 360 °;

Meditativo avente come obbiettivo primario la spiritualità, intesa come ricerca del divino e quindi orientato verso risveglio o illuminazione o unione con il Tao, focalizzando l´attenzione verso una comprensione ed una presa di coscienza intuitiva della Realtà intesa come insieme di Essere e Non-Essere.

Ogni modalità presenta in sé aspetti delle altre due, il Qi Gong è sempre lo stesso a prescindere da un aspetto di modo e formale di praticarlo.

Nonché occorre non confondere lo strumento con l´obbiettivo, anche perché l´essere umano è il Centro e se operiamo una sintesi, possiamo dire che il Qi Gong nei suoi tre modi consente di armonizzarsi per strutturare le energie dell’essere umano in modo da renderle funzionali ed efficienti, il che rende il Vivere migliore; così armonizzato l´essere umano può combattere e potenziarsi, laddove sia necessario,soprattutto contro se stesso; quindi scoprire la Sacralità della Vita e la comprensione della Morte che consente la presa di coscienza che tutto è uno, che ogni cosa è corrispondente e interconnessa con le altre, mentre si cerca di unire il Cielo con la Terra per andare ancora oltre.

Il programma di pratica Qi Gong

Cinque Movimenti - Schema Sintesi

Meridiani straordinariIl programma che si svolgerà a partire dal mese di Settembre è un iter progressivo che come obiettivi ha:

  • la presa di coscienza del corpo unita allo stato di rilassamento psico-fisico, che è la base sulla quale fondare la pratica;
  • la salvaguardia delle articolazioni e della colonna vertebrale con esercizi apposti che sono: una tecnica di riscaldamento ed una forma tradizionale di Qi Gong Taoista chiamata “ Xing Shen Zhuang”;
  • la conoscenza e l’uso appropriato del respiro tramite la tecnica del respiro spontaneo e della respirazione conforme, praticate con la posizione del “Palo Eretto” ( Zhan Zhuang) e del “Cavaliere” ( Ma-bu);
  • la ricarica energetica e la fissazione dello stato di rilassamento con la tecnica della Meditazione delle Sfere.

Nel corso dell’anno verranno eseguiti altri esercizi correlati, che danno varietà, coordinazione e lavorano sempre sull’ambito della coltivazione dell’energia interna, del corretto uso del corpo, del benessere psico-fisico, del rilassamento a tutti i livelli: fisico, emotivo e mentale.

La forma insegnata , la Xing Shen Zhuang, serve per sbloccare prima e potenziare dopo, il corpo: fa muovere tutto il corpo e tutte le articolazioni, apporta tramite la respirazione maggiore ossigeno nel sangue, può essere praticare a varie intensità così chiunque la può praticare: porta beneficio sia se non si hanno problemi all’apparato locomotore, sia se si hanno problemi, essendo strutturata proprio per sciogliere muscoli, tendini ed articolazioni,  rimettere in asse il corpo, imparare a gestire le tensioni del corpo e le forze che scaturiscono dal movimento e dallo stare fermi.

Ciò apporta beneficio ai vari sistemi del corpo: cardio-circolatorio, respiratorio, linfatico, nervoso, cosicché progressivamente il corpo ritrova il suo equilibrio tramite l’armonia dello Yin e dello Yang, e, come detto nel nostro bacino culturale nella  satira decima di Giovenale, poeta e retore romano, “mensa sana in corpore sano”, si parte per vivere bene e stare bene in modo costante.

Ci vediamo a settembre!

Le Arti Interne

yi jin jingSpesso e volentieri riceviamo richieste di informazioni da parte degli “addetti ai lavori” in merito a costi, orari e discendenze familiari delle Arti Interne che vengono insegnate nel nostro Centro di Formazione. Alcune volte, invece, neofiti, a digiuno di qualsiasi informazioni su cosa siano, ci chiedono a cosa servano queste Arti. Vediamo un punto importante che è condiviso da Qi Gong, Taiji e Wing Chun, che vengono insegnate qui, parliamo dello stretching.

Il lavoro interno, inteso in senso puramente fisico, è il pilastro fondamentale della pratica delle Arti Marziali Tradizionali Cinesi, così come delle Arti della Lunga Vita. Si eseguono esercizi sulla struttura interna e profonda del corpo, affinché questo cambi e sviluppi forza elastica esplosiva. Alcuni la chiamano Power Stretching, che non è altro se non il fulcro del Qi Gong, presente in tutte le discipline Tradizionali. In alcune Scuole, come la nostra, si implementa il lavoro di allungamento con il Yi Jin Jing, il “cambiamento dai muscoli ai tendini”, una serie di esercizi tradizionali per l’utilizzo sempre più efficiente di tendini, fasce e legamenti.

Il lavoro che viene fatto nelle classi di Arti Interne serve per sviluppare l’energia attraverso allungamenti e contrazioni muscolari. I movimenti non sono mai lineari, perché si lavora in modo dinamico, attivo, dove si seguono da due a sei direzioni. Le contrazioni muscolari sono eccentriche, con incremento del lavoro muscolare e la forza si sviluppa in espansione centrale e si propaga in sei direzioni. Il praticante diventa, quindi, più potente ed esplosivo, riuscendo a sviluppare tutte le qualità contrattili e cinestetiche. Attraverso vibrazioni muscolari e variazioni toniche accumula una notevole forza di spinta, dovuta alla maggior stabilità della struttura, un buon appoggio al terreno ed una distribuzione equilibrata di forze.

La contrapposizione di forze di trazione permette al corpo di lavorare in allungamento profondo (propriocettività), inibendo le contrazioni massimali e sollecitando (eccitando) l’allungamento globale dei muscoli. Si hanno, in sostanza, tre tipi di lavoro, statico, dinamico e a spirale. Si innalza, così, il livello psico-fisico dei praticanti, che aumentano l’efficienza fisica e funzionale. Attraverso questo lavoro minuzioso interno si affinano le capacità percettive e neuromotorie, che aiutano equilibrio, postura e coordinazione.

Lo stretching delle Arti Interne rende i praticanti forti, veloci, flessibili e permette lo sviluppo di particolari capacità mentali e corporee, allenando strutture nervose, muscolari e funzionali in modo molto intelligente. Attraverso un lavoro intenso e continuo si padroneggia la forza esplosiva, oltre ad andare ad incidere positivamente sui livelli neurologici funzionali, corticale, tronco-encefalico e spinale. Si lavora in modo isometrico ed isotonico di tipo propriocettivo, andando a coinvolgere il sistema neuromotorio capso-legamentoso, articolare-scheletrico e muscolare, senza lasciare nulla al caso.

La muscolatura sottoposta alla sollecitazione maggiore è quella profonda, che diventa più resistente, potente, flessibile, stabile, mentre quella esterna acquisisce forza elastica e più velocità. Per tutti questi motivi la pratica delle Arti Interne è molto più che consigliata a tutte le fasce d’età, uomini o donne, perché vanno ad agire in profondità, preparando i praticanti a tutto tondo. Vi aspettiamo per entrare in contatto con una realtà unica.

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